Siamo nel 1985, in piena esplosione dell emittenza radiotelevisiva privata, e Vasco s’inventa un testo realizzato come un patchwork di tormentoni, slogan pubblicitari, jingle e siglette, di quelle clic era possibile ascoltare semplicemente accendendo radio o tv, il tutto sommerso dalla frizzante marea di bollicine della Coca Cola.
Già, la Coca Cola: l’azienda, si disse all’epoca, in un primo momento non gradì la citazione, ma probabilmente capì di essersi ritrovata tra le mani la più formidabile delle campagne pubblicitarie gratuite. Sta di fatto che, a detta del produttore Guido Elmi, la Coca Cola Company non si fece mai viva con l’entourage di Vasco ne pretese risarcimenti in tribunale.
Ovviamente, non mancò chi volle vedere nella citazione della famosa bibita un riferimento quasi esplicito alla cocaina (che come avrebbero detto le cronache dell’anno dopo, era molto presente nella vita di Vasco), ma accreditiamo il rocker di Zocca di abbastanza buon gusto e ironia da rifuggire da un giochetto così banale. Piuttosto, vale la pena di leggere nel testo una presa in giro del consumismo imperante e dei suoi riti (gli slogan che diventavano frasi di uso comune), quanto di un linguaggio radiofonico sempre più uguale a se stesso e stereotipato. Insomnia, contenuti inaspettatamente caustici dietro la semplicità di una filastrocca che portò comunque il brano a trionfare al Festivalbar '85 e a diventare il tormentone di quell’estate.
Musicalmente, Bollicine parte con un riti rimasto storico, scritto dal produttore dell'al- bum Guido Elmi, autore, peraltro, di tutta la struttura armonica del brano, vale a dire la successione di accordi su cui ideare la melodia, come anche dell'arrangia- mento. Elmi si è sempre detto “specializzato in strutture armoniche": sue sono quelle di molti brani di Vasco, da Brava Giulia a Stupido Hotel, passando per Siamo solo noi, Giocala e Vivere o niente...
In questo caso, il suo nome non compare tra gli autori perché all'epoca non era ancora iscritto alla SIAE.
Come arrangiamento, Elmi aveva in mente un suono molto “pulito", un po' alla Steely Dan (suo grande amore dell'epoca) e l'ostacolo principale che trovò nel realizzare quel clima fu relativo alla sezione ritmica c in particolare alla batteria. Non a caso, nelle sessions di Bollicine si alternarono addirittura 4 batteristi. Ma, come ebbe a spiegare Elmi, “non si capiva mai dove fossero cassa c rullante, erano tutti ottimi musicisti, ma venivano da situazioni musicali che magari tendevano al jazz-rock, o cose così... Lo sapevo io chi ci voleva: Lele Melotti, ma lui era impegnato in tour. Arrivammo perfino a fare il mastering del disco, ma quando Lele si liberò, smontai tutto e registrai lui".
L’album BOLLICINE (che peraltro contiene anche pietre miliari come Vita spericolata o Una canzone per te - Dodi Battaglia dei Pooh alla chitarra, indicato nei credit come Dodi Battagia) avrebbe venduto, negli anni, più di un milione di copie. Nel 2012, la rivista ««Rolling Stone» Io ha inserito al primo posto dei cento dischi italiani migliori di sempre.

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